NAPOLI, 18 luglio 2025 - Un uomo e una donna camminano insieme in un bosco. È una notte fredda, tersa, al chiaro di luna. La donna è turbata: confessa all’uomo che porta in grembo un figlio concepito con un altro. La donna teme di aver distrutto qualsiasi possibilità di felicità, ma l’uomo la conforta e accetta il bambino come suo. In un’atmosfera di pace e accettazione la notte trasfigurata accompagna il percorso dei due amanti. Questo, in sintesi, il soggetto di Verklärte Nacht, poesia di Richard Dehmel che impressionò tanto Arnold Schönberg da fargli trarre un poema sinfonico, uno dei suoi capolavori pre atonali e dodecafonici.
Composta nel 1899 per sestetto, trascritta nel 1917 per orchestra di archi e, infine, revisionata nel 1943, è composizione che risente degli influssi, eterogenei e opposti tra loro, della lezione di Brahms e di Wagner.
Dan Ettinger e l’Orchestra del San Carlo, limitata in questo brano ai soli archi, ne offrono un’esecuzione di gran pregio: tesa e tersa, appassionata, dal respiro intenso, a tratti palpitante e ansimante. Grazie alla cura dei particolari – molta attenzione è riservata all’evidenziazione delle trame contrappuntistiche –, alla ricerca di un suono che è intenso, caldo e sfumato, Ettinger e l'ensemble, in una delle migliori prove della stagione sinfonica in corso, danno del capolavoro di Schönberg un’esecuzione da lodare per la realizzazione e per le intenzioni espressive.
Le sette sezioni del poema sinfonico attraverso le quali si snoda la trama della poesia sono legate da scelte agogiche coerenti, dal dipanarsi di un discorso musicale ed espressivo che procede, pur nella mobilità dei tempi, fluido: il poema sinfonico acquisisce così una crescente intensità che si dissolve - trasfigurata, appunto! - nelle sospese battute dell’Adagio finale.
Significativo, ed essenziale alla lodevole riuscita dell’interpretazione, è l’apporto delle prime parti – Daniela Cammarano, Salvatore Lombardo, Francesco Mariani e Pierluigi Sanarica, rispettivamente per i violini primi, i secondi, le viole e i violoncelli –, guide sicure delle rispettive sezioni che rispondono con un’esecuzione puntuale e dal colore morbido e corposo.
Suggestiva e analitica la concezione che Dan Ettinger ha del poema sinfonico di Schönberg: il raggiungimento della pace trasfigurata finale è il risultato di un percorso fluido, ma nel corso del quale si incontrano turbamenti, emozioni, tensioni rese attraverso tempi calibrati, un’ottimale gestione dei pesi e contrappesi sonori e un’energia emotiva, che si avverte nella coesistenza di sonorità decise, turgide, eteree, levigate e trasparenti, molto ben liberata nel procedere delle arcate melodiche.
Le ultime note dissolvono su una lunga “corona” sulla pausa di semiminima che conclude Verklärte Nacht: l’emozione del pubblico si scioglie in un applauso fragoroso soltanto quando Dan Ettinger riporta le braccia ai fianchi.
Gioie musicali questo concerto estivo nel gradevolissimo fresco della sala del San Carlo le riserva anche nella seconda parte, dedicata a un monumento come il Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in Si bemolle maggiore, op. 83 (del 1881) di Brahms, composizione dal poderoso impianto sinfonico, strutturata in quattro movimenti, improntata ad una scrittura solistica di elevato virtuosismo.
Questo concerto è l’occasione per ascoltare, per la prima volta al San Carlo, il pianista canadese Marc-André Hamelin, artista dalla tecnica sopraffina, al tempo stesso energico e raffinato, dal suono limpido e caldo, interprete agguerrito e profondo.
Ad Hamelin bastano le quattro terzine della seconda battuta del concerto per dimostrare la tempra e il pregio della sua interpretazione: nel dialogo teso tra orchestra e pianoforte del primo movimento Allegro non troppo, il solista resiste titanico, grazie a un suono corposo, imperativo e a un abbandono emotivo ai coinvolgenti temi di Brahms.
Incipit rapinoso per il l’Allegro appassionato del secondo movimento, con un uso estremamente accorto del pedale: perfetto e vario il gioco delle dinamiche, fraseggio scolpito, buona la sintonia con l’orchestra guidata da Ettinger.
Se questo secondo movimento è caratterizzato da una netta dialettica tra solo ed ensemble, nel corso della quale i protagonisti si fronteggiano senza che nessuno soccomba, nel successivo Andante, un Lied tripartito, dopo la magnifica apertura affidata allo stupendo intervento del primo violoncello di Pierluigi Sanarica, entrambi danno l’impressione di intonare una soave e poetica nenia.
Impressiona notare come il tocco e il suono di Hamelin siano, giustamente!, mutati rispetto a quelli ascoltati nel precedente movimento: è una prova di versatilità artistica che lascia sbalorditi. L’interprete, dopo l’acceso dialogo precedente, muta registro e si (e ci) immerge nella calda atmosfera lirica di questo struggente Andante. Il tocco leggero di Hamelin si libra al di sopra del velluto sonoro che l’ottima orchestra gli stende.
Dall’atmosfera intimistica del terzo movimento, si vira verso quella gioiosa dell’ultimo, Allegretto grazioso, nel quale gli interpreti tutti si abbandonano a una travolgente danza finale: esecuzione precisa, scintillante nelle sonorità incalzante.
Marc-André Hamelin regala una impressionante e coinvolgente interpretazione del Concerto di Brahms, in perfetta sintonia con l’orchestra del San Carlo che, se possibile, accentua ancor di più i pregi evidenziati nel precedente Verklärte Nacht: eccellente la cura del suono, compattezza, intensità del fraseggio, dinamiche ampie e controllate, evidente coinvolgimento e affinità con le intenzioni espressioni del pianista. Un’esecuzione da ricordare, tra le migliori del recente passato sinfonico al San Carlo.
Malgrado il pubblico ben poco folto, il successo tributato a Marc-André Hamelin è così intenso e prolungato che concede ben quattro encore (nell’ordine, Rachmaninov, Etude-tableau Op.39 n.5; Mark-Andre Hamelin, Music Box; Schumann Waldszenen Op.82. Abschied; Radamés Gnattali, Negaceando), brani che mettono in evidenza, ciascuno per le proprie caratteristiche, il meglio dell’arte pianistica di questo straordinario virtuoso e interprete dei nostri giorni. Il brano Music Box, di sua composizione, è reperibile anche su YouTube: da ascoltare per ammirarne la raffinatezza del tocco.
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