lunedì 23 marzo 2026

Un'altra Lucia

 NAPOLI, 21 marzo 2026 - Che sarebbe stata una serata memorabile lo si è intuito molto presto. Subito dopo la Scena e Cavatina “Regnava nel silenzio” del primo atto, il San Carlo è esploso in un’ovazione per Jessica Pratt, accorsa all’ultimo momento per sostituire la titolare Rosa Feola. Ma prima di descrivere la serata, ecco una breve cronaca della frenetica staffetta di eventi degli ultimi giorni.

Durante l’intervallo della rappresentazione del 18 marzo Rosa Feola è stata colpita da improvvisa indisposizione - un violentissimo choc anafilattico - che le ha impedito di tornare sul palcoscenico. In assenza di una cover pronta a subentrare, così come narrano le cronache, l’opera è stata portata a termine, ma privata del suo momento culminante, la scena della pazzia. 

Jessica Pratt si è dunque inserita in questa produzione - uno spettacolo che lei stessa aveva tenuto a battesimo nel 2012 e già ripreso nel 2022 per un’altra sostituzione “last minute” - arrivando a Napoli il pomeriggio stesso della recita. Solo ventiquattro ore prima - il 20 marzo - il soprano  inglese-australiano era infatti impegnato al Maggio Musicale Fiorentino in un recital mozartiano. Eppure, al levarsi del sipario alle ore 20, non v’è traccia della frenesia e dei colpi di scena al cardiopalma dei giorni precedenti: al contrario, la componente musicale (la recensione della prima dell'11 marzo) appare messa maggiormente a fuoco, rivitalizzata e pervasa da una nuova vibrante linfa.

Jessica Pratt dimostra sin dalla sortita - da lodare anche stasera la magnifica e impeccabile introduzione della prima arpa di Elèna Vallebona - di avere le carte, le note e la vocalità perfettamente in regola per affrontare Lucia: timbro luminoso, gestione perfetta dei fiati, legato fluido, acuti sicuri, timbratissimi, morbidi e rotondi, doti tecniche che, unite a un fraseggio approfondito e vario, rendono immediatamente coinvolgente e carismatica l’interpretazione del suo personaggio. 

Sin dalle prime battute, si percepisce chiaramente come l’intero cast benefici della nuova energia in scena: i protagonisti appaiono più rilassati e coinvolti. La stessa direzione di Francesco Lanzillotta ne esce ricalibrata, optando per una flessibilità agogica che permette al palcoscenico di respirare e consente – giustamente! - alla Pratt di indugiare su alcune preziose puntature. Anche il Coro, guidato da Fabrizio Cassi, si dimostra ancor più partecipe e incisivo, quasi elettrizzato da quell’energia palpabile che aleggia in teatro.

Il reparto maschile protagonista - René Barbera (Edgardo), Mattia Olivieri (Enrico) e Alexander Köpeczi (Raimondo) - e i ruoli comprimari di Sayumi Kaneko (Alisa) e Francesco Domenico Doto (Normanno) migliorano le eccellenti prove della prima. In particolare, Köpeczi sfoggia con rinnovata naturalezza un timbro magnifico e una linea di canto solida ed elegante.

Quando si giunge alla Scena della pazzia il legato immacolato di Jessica Pratt, i suoi pianissimi, il perfetto appoggio della voce sul fiato, la profonda proiezione ipnotizzano il teatro: ci si identifica nella triste storia di Lucia così come accadde ad Emma Bovary al teatro di Rouen ad nelle vertiginose pagine di identificazione proiettiva in Madame Bovary di Gustave Flaubert. 

La cadenza (non di Donizetti, ma acquisita dalla tradizione come parte integrante di Lucia), accompagnata dalla armonica a bicchieri di Sascha Reckert, è un florilegio di acuti, morbidi sovracuti, rotondi picchiettati, messe di voce, varietà dinamiche: insomma, una lezione su come maneggiare l’artiglieria pesante dei virtuosismi canori. 

Al termine, il San Carlo viene inondato da un uragano di applausi e richieste di bis che si placa solo quando si intuisce che Pratt e Lanzillotta intendono replicare la funambolica cadenza, al termine della quale si scatenano nuove ovazioni. La ciliegina sulla torta è la cabaletta “Spargi d’amaro pianto”, sigillata da una sfolgorante puntatura finale.

Quanto all'impianto scenico, la prova attoriale della Pratt - costretta dalla contingenza della sostituzione a una buona dose di improvvisazione e guidata solo da pochi suggerimenti su ingressi e movimenti - riesce paradossalmente a rivitalizzare uno spettacolo altrimenti impostato su una sostanziale staticità. 

Alla fine, trionfo assoluto per tutti, con intense ovazioni per Jessica Pratt. 

Serata indubbiamente da ricordare.

Pubblicato in: https://www.apemusicale.it/joomla/it/recensioni/87-opera/opera-2026/17268-napoli-lucia-di-lammermoor-21-03-2026

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