NAPOLI 12 ottobre 2026 - Tanto pianoforte, poco Mozart, così potrebbe sintetizzarsi il recital del giovane pianista sudcoreano Yunchan Lim, assurto alla notorietà internazionale dopo la vittoria al Concorso Van Cliburn del 2022, che ha concluso il Festival Pianistico 2025/26 del Teatro San Carlo, giunto alla quinta edizione.
Artista in possesso di mezzi tecnici prodigiosi e soprattutto di una varietà timbrica strabiliante; eppure, al termine di un programma interamente dedicato al genio salisburghese, l’impressione è che il dominio assoluto sullo strumento, la capacità di ricavarne sonorità di rara intensità e suggestione abbiano finito per prendere il sopravvento sulla musica, sovrapponendosi alla sua stessa identità e verità, creando un cortocircuito tra autocompiacimento del pianista e la stessa scrittura mozartiana.
Gli spettatori - sala gremita, presenze internazionali e finalmente con una foltissima rappresentanza giovanile - tributano all’interprete un successo entusiastico e convinto, culminato in una lunga standing ovation (da anni non la si registrava al San Carlo!). Il pubblico è sovrano e ha sempre ragione. Resta, tuttavia, una domanda difficilmente eludibile che ogni ascoltatore attento deve porsi: quale Mozart abbiamo ascoltato?
Il programma, che accosta quattro Sonate - la n. 1 in do maggiore K 279, la n. 6 in re maggiore K 284 Dürnitz, la n. 12 in fa maggiore K 332 e la n. 8 in la minore K 310 - alla Fantasia K 397 in re minore, attraversa differenti stagioni della scrittura pianistica mozartiana: dalla brillantezza ancora legata allo stile galante alle sublimi inquietudini della maturità. Un percorso che dunque richiederebbe, insieme alla padronanza della tastiera, una costante attenzione alla misura, all’evidenza del fraseggio, all’equilibrio fra le voci e alla dialettica fra grazia e inquietudine, tra sorriso e sospiro, che è cifra della inconfondibile modernità - anzi, dell’atemporalità - di Wolfgang Amadeus Mozart.
Yunchan Limpossiede certamente tutti i mezzi per affrontare un simile itinerario. Il suo suono sbalordisce per l’ampiezza della gamma dinamica e cromatica, per la smisurata tavolozza timbrica, per la capacità di differenziare i registri e per il controllo strabiliante del tocco che permette di passare dalla pienezza quasi orchestrale dei bassi a sonorità diafane, cesellate, sussurrate, senza mai perdere il controllo e la purezza dell’articolazione sonora.
La precisione (sono oltre l’umano la correttezza e l’assenza di sbavature!), la sicurezza nei passaggi più impervi, la cura maniacale delle sfumature e dei colori, l’attenzione ai piani sonori restituiscono un pianismo fulgido e di rara completezza. Lim scolpisce il suono, ne muta improvvisamente la consistenza, crea atmosfere di profonda suggestione. Ma forse proprio per lo smisurato bagaglio tecnico, l’uso di così consistenti risorse lascia perplessi alla prova dell’ascolto: si ha la sensazione che la ricerca della sfumatura e dell’effetto espressivo finiscano per imporsi e sostituirsi alle ragioni e all’identità della partitura.
È soprattutto nei movimenti estremi (Allegro, Allegro assai e Presto) delle Sonate che l’interprete convince maggiormente. Qui la brillantezza della scrittura, la nitidezza delle discorso e l’energia ritmica sono un magnifico esempio di precisione e virtuosismo. Ma negli Andante e negli Adagio, la dilatazione dei tempi, le esasperate libertà agogiche, le corone prolungate fino ad arrestare quasi del tutto il flusso musicale, la frammentazione delle frasi alterano la fluidità della scrittura stessa di Mozart. Il respiro si fa affannoso, la cantabilità si spezza, la tensione si stempera e si perde, gravata da un eccesso di sentimentalismo e autocompiacimento.
Ne deriva un Mozart lezioso, troppo incline a un sentimentalismo che evoca certe interpretazioni d’antan di Chopin, per fortuna abbandonate e ormai lontane dalla sensibilità estetica contemporanea: questo di Lim è un Mozart ammantato da un romanticismo esteriore, che si compiace della propria innegabile e potente capacità di coinvolgere emotivamente, che mescola espressività ed enfasi, libertà e fantasia interpretativa con l’arbitrio.
Non si invoca nel modo più assoluto un Mozart asettico, ibernato in una presunta verità filologica, né si pretende di negare minimamente all’interprete il sacrosanto diritto di proporre una lettura personale. Il focus, ad avviso di chi scrive, è di altra natura: fino a che punto la reinvenzione può spingersi senza compromettere l’essenza del testo? Nel caso di Lim, la distanza fra le indicazioni dinamiche, agogiche e di fraseggio della partitura e quanto si ascolta appare, in più momenti, eccessivamente marcata per essere ricondotta nell’alveo di una opzione interpretativa. Esempio più eloquente di ciò è la lettura della Fantasia K 397 in re minore. L’attacco, per peso drammatico, enfasi e impostazione del fraseggio, sembra evocare più l’universo sonoro ed espressivo della Ballata n. 1 op. 23 di Chopin che quello mozartiano.
La Fantasia, libera e mutevole, offre ampio campo all’interpretazione; ma la successione di pause dilatate e di cesure, la sensazione di un affanno e frammentazione continui, che interrompono il flusso e il tema stesso finiscono per disarticolare il discorso.
Questa personali osservazioni non vogliono in alcun modo sindacare la libertà interpretativa dell’artista che ha/avrebbe il dovere di illuminare lati inesplorati della scrittura. Tuttavia, per quanto ascoltato stasera, la personalità di Lim sgomita per sovrapporsi a quella del compositore: Mozart viene così proiettato in avanti, verso un romanticismo esasperato e distante dalla verità atemporale del suo messaggio, finendo per arenarsi nell’estetica dell’enfasi.
Come anticipato, il successo e l’entusiasmo del pubblico è caloroso e decreta un trionfo per Lim: applausi prolungati e standing ovation. Segue un bis: si ritorna - e si ritrova Mozart - all’Allegro del III movimento dalla Sonata n. 1 in Do maggiore eseguita in apertura di recital. Parafrasando Sant’Agostino (“In interiore homine habitat veritas”), in interiore Allegro habitat… Mozart!
Pubblicato in: https://www.apemusicale.it/joomla/it/recensioni/86-concerti-2026/17725-napoli-concerto-lim-12-10-2026
Nessun commento:
Posta un commento