NAPOLI, 28 maggio 2026 - Ci sono leggende che sopravvivono e affascinano benché sfacciatamente inverosimili e spacciate per tali. Fra le più curiose che abbiano attraversato la storia della musica vi è quella, già portata in scena altre volte, in cui Mozart non sarebbe morto a Vienna nel dicembre del 1791, ma, assediato dai creditori, con la complicità di amici e della moglie avrebbe messo in scena il suo funerale e si sarebbe diretto in Italia, dove avrebbe continuato a vivere e scrivere musica sotto mentite spoglie; a Bologna, come riportato nel testo proposto stasera, avrebbe incontrato un giovane e aspirante musicista, il giovanissimo (e, nel racconto, golosissimo) Gioachino Rossini. Stretto un accordo economico, si sarebbe impegnato per fargli da ghost composer pretendendo il 50% dei profitti.
Sgombriamo immediatamente il campo da equivoci: è una fantasia priva di qualsiasi fondamento, ma sufficientemente suggestiva da alimentare racconti, speculazioni e divertite esercitazioni immaginarie. Un semplice e gustoso divertissement sul crinale dell’ucronia, niente di più.
Da questa premessa prende le mosse Mozart vs Rossini. La musica che visse due volte, il riuscito spettacolo su testo di Stefano Valanzuolo per la rassegna del Maggio della Musica 2026, ospitato nella raccolta veranda neoclassica di Villa Pignatelli.
Quello costruito da Valanzuolo è una sorta di romanzo musicale in miniatura, un garbato e piacevole gioco narrativo che intreccia coincidenze cronologiche, analogie stilistiche e suggestioni biografiche per costruire, riprendendo precedenti versioni, un’impossibile e fantasiosa storia parallela della musica.
Del resto, ci sono “coincidenze che coincidono”, come avrebbe esclamato Totò, che offrono spunti e materia all’autore del racconto musicale: Rossini nasce appena ottantasei giorni (Pesaro, 29 febbraio 1792) dopo la morte di Mozart (Vienna, 5 dicembre 1791) e proprio su questo sottilissimo filo cronologico si innesta una trama che procede come un piccolo giallo, alimentato da allusioni, ammiccamenti e paradossi. Ma, abbandonando le immaginifiche dicerie, Mozart per Rossini era il nume musicale sempre adorato: “la passione della mia giovinezza, la disperazione della mia maturità, la consolazione della mia vecchiaia”, affermava il pesarese.
La riuscita e la calorosa accoglienza dello spettacolo dipende soprattutto dalla qualità del racconto, affidato a Pino Strabioli, attore, regista e noto conduttore televisivo, che dimostra qualità da grande affabulatore, capace di catturare l’attenzione pur senza ricorrere ad alcun artificio spettacolare. Con una recitazione misurata e intelligentemente sorvegliata, Strabioli passa con naturalezza dal Mozart maturo al giovane Rossini, affamato di cioccolata e soldi, differenziando i due personaggi attraverso inflessioni vocali e sottili cambiamenti di tono e accento. Il risultato è una narrazione sempre fluida, precisa nei tempi e sostenuta da un ritmo che non conosce cedimenti.
A dialogare con la parola sono Marco Sollini e Salvatore Barbatano, protagonisti di un percorso musicale costruito con intelligenza drammaturgica. Le trascrizioni ottocentesche delle ouverture delle Nozze di Figaro e di Così fan tutte, l’Allegro della Sinfonia n. 40 e le celebri pagine del Requiem mozartiano trovano il loro contraltare nella Sinfonia del Barbiere di Siviglia, nella Petite Fanfare, nella Marcia per il Sultano Abdul Medjid e nel Preludio religioso dalla Petite Messe Solennelle. Non semplici inserti musicali, ma tasselli di un disegno più ampio, chiamati a rimarcare quelle improbabili continuità stilistiche sulle quali la leggenda si fonda.
Il duo pianistico affronta il programma con affiatamento: Sollini e Barbatano padroneggiano con sicurezza una scrittura a quattro mani che richiede costante equilibrio e respiro musicale, mettendo in luce tanto l’eleganza di Mozart quanto la brillante teatralità, nel racconto, mozartiana/rossiniana. Ben riuscite appaiono la leggerezza delle ouverture mozartiane, la tensione drammatica conferita alle pagine tratte dal Requiem e la vitalità della Sinfonia del Barbiere di Siviglia, restituita con il necessario slancio ritmico e con una brillantezza che riesce a evocare efficacemente il colore orchestrale originario.
Se un appunto si deve muovere all’economia generale della serata, esso risiede proprio nel rapporto fra musica e racconto. La scelta di eseguire integralmente la quasi totalità dei numeri musicali, pur perfettamente legittima e musicalmente gratificante, finisce talvolta per smorzare la progressione e la tensione narrativa del racconto. In alcuni momenti si avverte infatti un lieve affievolimento della perentorietà del ductus drammaturgico, come se la spettacolo fosse indeciso su quale strada intraprendere, fra recital pianistico e spettacolo teatrale. È una riserva marginale, che comunque non compromette l’efficacia e la suggestione complessiva del progetto.
Il merito maggiore di Mozart vs Rossini, per chi scrive, consiste proprio nell’aver trasformato una vecchia bufala in un’occasione di teatro musicale colto e intelligente. La drammaturgia è leggera, ma, con i suoi riferimenti storici e cronologici precisi, mai superficiale; Strabioli la anima con consumata arte narrativa; i pianisti Sollini e Barbatano ne sostengono il tessuto musicale con eleganza e partecipazione. Ne nasce uno spettacolo piacevole, capace di divertire, incuriosire e perfino suggerire qualche riflessione sul fascino intramontabile delle leggende, anche se del tutto destituite di fondamento.
Il Mozart del racconto muore il 3 agosto 1829, il giorno in cui a Parigi va in scena Guillaume Tell: la sua vita, dunque, termina lo stesso giorno in cui il vero Gioachino Rossini si congeda dalla scena teatrale. Passando alla verità storica, due geni, Mozart e Rossini, che hanno smesso troppo presto, il primo, di vivere e, il secondo, di comporre opere teatrali: ma qui per entrambi dovremmo addentrarci nel campo minato e insondabile del mistero: rispettosi, ci arrestiamo sul suo perimetro.
Infine, un’informazione: per chi volesse ascoltare il racconto musicale Mozart vs Rossini, l’appuntamento è per il 16 luglio a Roma, all’Arena del Teatro di Tor Bella Monaca.
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